C’era un tempo in cui, a pochi giorni di cammino da Roma, sorgeva una città fiorente: Nomentum. Circondata da boschi, uliveti selvatici e terre fertili, Nomentum era un luogo di pace, cultura e agricoltura. Gli antichi romani la amavano per la sua quiete e per i suoi frutti, soprattutto per l’olio — denso, profumato, prezioso.
La storia di Nomentum è affascinante e si intreccia profondamente con quella di Roma.
Origini e prime vicende
Nomentum era una città antica, probabilmente di origini sabine o latine, situata nell’attuale area di Mentana, a pochi chilometri da Roma. Già nel IV secolo a.C., come testimoniano i resti delle mura in opera quadrata di tufo, era una città fiorente. Secondo lo storico greco Dionigi di Alicarnasso, fu una delle colonie fondate da Alba Longa, rendendola una città latina nel territorio sabino.
Il periodo romano: tra quiete e prosperità
Nel 338 a.C., Nomentum fu conquistata da Roma e integrata nel suo territorio come municipio. Da quel momento, pur mantenendo una propria autonomia, la città entrò stabilmente nell’orbita romana. La sua posizione, facilmente raggiungibile attraverso la Via Nomentana, la rese un luogo ideale per i romani benestanti che cercavano un rifugio dalla frenesia della città eterna. Personaggi illustri come il filosofo Seneca il Giovane amavano ritirarsi nelle loro proprietà a Nomentum per trovare pace e ispirazione. Le fonti antiche, tra cui Plinio e Marziale, ne lodavano la fertilità delle terre, in particolare per la produzione di vino e, come abbiamo visto, di olio. L’area era costellata di ville rustiche e di lusso, spesso dotate di terme e decorazioni preziose, come testimoniato dai ritrovamenti di mosaici e affreschi.
Declino e eredità
Il declino di Nomentum iniziò con la crisi dell’Impero Romano. La città subì devastazioni durante la guerra gotica e una breve occupazione da parte dei Longobardi nel 741 d.C. Questi eventi spinsero la popolazione a spostarsi in una posizione più difendibile, dando origine all’odierna Mentana. La vecchia Nomentum fu progressivamente abbandonata e il suo nome, corrotto, sopravvisse nella denominazione della nuova comunità. L’ultima menzione storica della città risale all’anno 800, quando vi si incontrarono Papa Leone III e Carlo Magno.
I resti di Nomentum
Oggi, l’antica Nomentum è scomparsa, ma la sua memoria vive nella Riserva Naturale di Nomentum. In quest’area protetta sono ancora visibili i resti dell’antica cinta muraria e alcuni tratti del basolato della Via Nomentana, che un tempo collegava la città a Roma. I ritrovamenti archeologici continuano a svelare dettagli sulla vita quotidiana, l’economia e la cultura di questo antico centro, rendendo la Riserva un luogo di grande interesse storico e naturalistico.


